Primo passo: la conversione bio Come leggere l’Inci e cosa evitare

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Oggi cominciamo con la nostra tattica bio. E, come in tutte le strategie che si rispettino, il primo passo è sempre conoscere il nemico. Qualunque spignatto voi vi impegnate a fare, infatti, sarà impossibile vedere e valutarne i risultati su pelle o capelli coperti da strati di sostanze chimiche. Queste funzionano come un filtro: avete presente quegli shampoo che promettono di scacciare le doppie punte in poche applicazioni? Effettivamente, dopo, le punte appaiono chiuse. Ma non lo saranno davvero. Queste vengono solo appiccicate da uno dei nostri principali nemici: i siliconi. Il capello continua a sfibrarsi e, se al mondo non ci fossero più siliconi, la nostra testa sembrerebbe una scopa di saggina.

Che è più o meno quello che capiterà quando e se smetterete di usare prodotti che sostengono queste sostanze. Siete avvertiti. Per un periodo variabile – almeno un mese – i vostri capelli potrebbero sembrarvi orribili. Ma è la vostra vera capigliatura, al naturale, come magari non l’avrete mai vista e va accettata per quella che è. Va anzi studiata, con pazienza, per capire come e con cosa intervenire. L’entusiasmo per i vostri prossimi spignatti bio e il senso di poter salvare, se non il mondo almeno voi stessi, dovrebbe comunque farvi superare senza troppi traumi il periodaccio.

In generale, da oggi, lo sforzo che dovrete fare sarà di attenzione. Quando acquistate una crema, uno shampoo, una maschera per capelli, soffermatevi sull’Inci. L‘International Nomenclature of Cosmetic Ingredients (ciao Roberta, questo è per te) è in pratica la lista degli ingredienti contenuti in quel prodotto. Il loro ordine è dato dalla quantità: il primo ingrediente sarà più presente nella vostra crema rispetto all’ultimo. Se tra i primi posti trovate quindi un nemico, scartate il prodotto. Senza farvi influenzare dalle etichette verdi, con foglie e frutti e grandi scritte Naturale – ma anche no – che vanno tanto di moda oggi.

Tra i nemici più comuni ci sono senza dubbio:
Siliconi: comunissimi negli shampoo e nei primer per il trucco, servono a dare la sensazione di compattezza e levigatezza. Sotto sotto, in realtà, tutto continua a cedere come natura vuole e pure peggio, perché i siliconi favoriscono la secchezza. Riconoscibili facilmente nell’Inci per la desinenza -methicone o comunque -one.
Parabeni: conservanti industriali di cui, nella maggior parte dei casi, possiamo benissimo fare a meno o comunque limitarne l’uso. In Francia, ad esempio, sono vietati perché considerati cancerogeni. La questione è controversa e non ancora considerata chiusa scientificamente. Riconoscibili nell’Inci per la desinenza -paraben.
Petrolati e paraffina: parenti, se i loro nomi vi fanno pensare al petrolio, non sbagliate, perché da lì vengono. Sorvolando sull’ovvio che nessuno farebbe mai il bagno nel petrolio, non capisco perché ci si ostini a spalmarselo addosso.  Anche loro sono comunque facilmente scovabili perché chiamati di solito con il loro nome: petrolatum e paraffinum liquidum.

Il nostro più prezioso alleato è comunque il Biodizionario, strumento che colma ogni dubbio o ignoranza. Basterà cercare sul sito gli ingredienti del vostro prodotto – l’Inci solitamente si trova anche on line, prima dell’acquisto – per sapere se ne vale la pena. Il dizionario vi restituirà per ogni voce cercata uno o due pallini di colore diverso: rossi se non è proprio il caso, gialli se si può chiudere un occhio (specie verso la fine dell’Inci) e verdi per il via libera naturale.

Compiti per casa: cercate sul Biodizionario gli ingredienti di uno dei tanti shampoo reclamizzati in tv e facilmente reperibili al supermercato. E poi fatemi sapere. Se non notate grandi differenze con il vostro sapone per i piatti, è normale.

5 pensieri riguardo “Primo passo: la conversione bio Come leggere l’Inci e cosa evitare”

  1. Stavo cercando qualcosa per definire meglio l’INCI nel mio post e sono approdata qui. Alla fine è diventato un post molto poco tecnico, ma sono contenta di esser capitata da queste parti.
    Il blog promette bene 😉

  2. Ciao! Grazie del supporto!

    @Inverno, sono passata dal tuo blog. Interessante il tuo ultimo spignatto. Qui siamo ancora alle basi, ma ci arriveremo. 😉

    1. Beh è normale, io spignatto da praticamente due anni, più o meno, è giusto partire dalle basi! Anche per chi lo fa già da tempo: un ripassino non fa mai male!
      Oltre al fatto che causa erasmus/tesi/esami mi sono ridotta a comprare cose che saprei fare benissimo da sola, ma la pigrizia…magari seguendoti mi torna lo stimolo di tornare a pasticciare 😛

      1. Hai ragione, Inverno. A me serve proprio da ripasso. Da un po’ di tempo, per testare cose più complesse, avevo perso l’abitudine a farmi da sola le maschere e tutti gli spignatti più semplici. Ma, visto che mi trovavo sempre a dare consigli alle amiche, ho pensato: “Perché non farci un blog e partire proprio dalle basi?”.

        Mi sarà di grande aiuto leggerti qui, ci sproneremo a vicenda, su! :)

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